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Scelti i migliori ricercatori del Consiglio Europeo della Ricerca PDF Stampa E-mail
Attualità
Lunedì 25 Gennaio 2010 09:36
cerA seguito del secondo bando per esperti ricercatori di alto livello (Advanced Grants), il CER ha selezionato 236 ricercatori di alto profilo che dovranno condurre ricerche pionieristiche in tutta Europa

Fonte: Unimagazine

Nell’ambito del 7° Programma quadro per la ricerca, il CER sostiene progetti finalizzati a importanti scoperte in svariati settori, che vanno dall’economia alle nanotecnologie, alla psicologia e ai cambiamenti climatici. Ciascuna delle sovvenzioni per progetti di eccellenza (Advanced Grants) ammonta al massimo a 3,5 milioni di euro e la dotazione complessiva per il bando è di 515 milioni di euro.

“A nome del Consiglio scientifico del CER e mio personale - spiega Il Presidente del CER, Prof. Fotis Kafatos -posso esprimere la piena soddisfazione per il risultato, la qualità delle proposte sottoposte e la valutazione inter pares. L’esito molto positivo di questo 4° bando del CER – il secondo per la ricerca di punta – consacra il CER come un accreditato organismo europeo per il finanziamento di progetti di ricerca “di frontiera”, eccellenti e avviati su iniziativa dei ricercatori. I nostri metodi di lavoro sono stati perfezionati sulla base dell’esperienza passata e il CER ha già consentito a diverse centinaia di ricercatori di prima classe di realizzare le loro idee creative e pionieristiche in Europa.”

I ricercatori selezionati sono di 26 nazionalità ( 23 italiani) e lavoreranno in università o istituti di ricerca di 18 diversi paesi. Quattro ricercatori che attualmente lavorano in paesi terzi si trasferiranno in uno Stato membro dell’UE o paese associato per beneficiare della sovvenzione del CER. L’età media di questi leader della ricerca è di 53 anni. Circa il 15% sono donne, con un leggero incremento rispetto all’ultimo bando (12%). Il numero delle ricercatrici che hanno partecipato al presente bando corrispondeva al 14% dei candidati.
Questa la ripartizione settoriale dei progetti di ricerca proposti: Scienze Fisiche e Ingegneristiche, 44%; Scienze della vita, 38%; e Scienze sociali e umanistiche, 18%.
“L’investimento e la fiducia nei migliori talenti sono fondamentali per la ricerca europea, a maggior ragione in tempi di recessione economica, che avrà un impatto positivo non solo sull’economia, ma anche sull’Europa nel suo complesso”, ha concluso il Prof. Kafatos.
 

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