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Il papà del software libero a Napoli. Stallman si racconta all'Università PDF Stampa E-mail
Attualità
Venerdì 22 Gennaio 2010 09:47
stallmanDavanti a una platea di esperti studenti di informatica e appassionati, il fondatore di Gnu e Linux ha discettato della difficoltà di applicare il concetto di copyright nel mondo di internet e delle community

Fonte: la Repubblica
di Ilaria Urbani

Cinquantasei anni, aspetto da sciamano, scalzo, chioma e barba lunghe calor sale e pepe e camicia fiorata, Stallman ha ricevuto decine di domande e proposte dai giovani informatici napoletani. Inevitabile una riflessione sul concetto di copyright a Napoli tra le capitali mondiali della pirateria.

“Vorrei subito sgombrare il campo dai dubbi – spiega il programmatore e attivista newyorkese- software libero significa libertà per gli utenti di condividere programmi, mentre commercializzare materiali informatici è illegale, mira al profitto” . Stallman che ha inscenato un'asta giocosa del suo libro “Free software free society” ha tenuto a precisare i valori di solidarietà alla base del movimento del software libero nato all'inizio degli anni Ottanta e preferisce la parola “libero” a quella inglese “free”.

“Preferisco il termine italiano perchè ha un significato più ampio di free che invece attiene in particolare all'aspetto commerciale”. Stallman ha avanzato una proposta per superare le leggi del copyright. “Bisogna abbassare la durata del copyright a dieci anni -prosegue Stallman – la maggior parte dei guadagni degli artisti va alle major, spesso favoriti dalle industrie. Solo le star sono trattate bene e guadagnano molto, come ad esempio gli autori dei bestseller. Propongo un volontary payment, cioè finanziare liberamente gli artisti tramite donazioni spontanee”.

Da quando Stallman ha iniziato a parlare di software libero di strada ne è stata fatta, senza la sua rivoluzione neanche Wikipedia oggi esisterebbe. “Sono contento che Wikipedia stia avendo tutto questo successo – conclude il fondatore di Gnu – è importante la diffusione del web, ma bisogna stare attenti: Amazon per esempio riesce a monitorare i libri scelti da ogni utente registrato, un meccanismo non lontano dalla società anticipata da Orwell in 1984”.
 

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