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Riforma universitaria, proposta del Consiglio Universitario Nazionale PDF Stampa E-mail
Attualità
Giovedì 21 Gennaio 2010
studentiFinanziare l'università come si fa con il Servizio sanitario nazionale: un Fondo di finanziamento ordinario, su 5 o 7 anni, con un incremento annuo del 2%. È una delle proposte inviate dal Cun al Senato per migliorare il ddl di riforma dell'università

Fonte: Unimagazine

La valutazione del ddl è comunque positiva: "per gli obiettivi che vuole raggiungere: superamento della separazione fra didattica e ricerca e semplificazione della gestione universitaria". Il Cun chiede al Parlamento di dedicare la massima attenzione al provvedimento "strategico per la sopravvivenza stessa dell'università" e di portare a conclusione l'iter in fretta. Ecco, in sintesi, le richieste avanzate dal Cun.

LASCIARE AD ATENEI ASPETTI SECONDARI GESTIONE: " La semplificazione del Senato Accademico - scrive il Cun - non deve andare a discapito dell'autonomia. Il ddl, invece, impone e vincola in modo minuzioso anche aspetti secondari di gestione, che sarebbe auspicabile lasciare ai singoli atenei, potenziando invece gli strumenti di responsabilità. A questo proposito, ad esempio, appare «promettente» l'istituzione di un Cda che accentri le decisioni amministrative «se però si chiarisce anche a chi, e come, risponde del suo operato e che quindi il Senato e il rettore restano gli organismi di guida politica".

FINANZIAMENTI COME SSN, LEGGE FINANZIARIA INADEGUATA - "Il ddl demanda lo stanziamento da destinare ogni anno agli atenei alla legge Finanziaria che "con tutte le sue incertezze - sostiene il Cun - non appare lo strumento più idoneo ad assicurare gli incentivi economici certi a chi li ha meritati". Il Cun propone quindi di applicare anche alle Università la misura economica di recente applicata al Sistema Sanitario Nazionale.

POTENZIARE STRUMENTI PER FAR PROGREDIRE I MIGLIORI - Il Cun apprezza la semplificazione dei meccanismi di reclutamento dei docenti. Vanno però potenziati - suggerisce - i sistemi che ne consentano il reclutamento e poi la progressione ai migliori. E mentre l'età media dei nostri docenti (60 per gli ordinari, 53 per gli associati) continua a crescere, l'assunzione dei vincitori degli ultimi concorsi svolti nel 2007 va a rilento per la mancanza di risorse economiche, mentre i prossimi concorsi coi nuovi meccanismi non potranno svolgersi prima del 2012".

PREVEDERE RISORSE PER RICERCATORI A TEMPO - Il ddl introduce la figura del ricercatore a tempo determinato con sbocco a fine percorso verso la carriera universitaria senza concorso, sul modello del tenure track dei paesi anglosassoni. Nel ddl però - nota il Cun - manca l'obbligo a prevedere la disponibilità finanziaria adeguata a coprire la futura assunzione sin dall'inizio del tempo determinato. Il Consiglio pone quindi l'accento su una anomalia che riguarda i ricercatori già assunti a tempo indeterminato. "Sono circa 24 mila- osserva - quelli in attesa di concorso per diventare associato. Ora il ruolo viene messo a esaurimento. Sono dunque sfavoriti nella progressione di carriera in assenza di risorse e quindi a rischio di non diventare prof ma di farlo lo stesso, gratis".

OK DIRITTO STUDIO, MA SERVONO SOLDI - Il "Fondo per il merito" destinato al sostegno degli studenti promettenti ma disagiati economicamente "è un'idea eccellente ma di improbabile realizzazione se non finanziata".

RISPARMI RESTINO ALLE UNIVERSITÀ -Il Cun accoglie con favore la possibilità per gli atenei di fondersi, ma - avverte - le risorse risparmiate dovrebbero restare disponibili alle università stesse.
 

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