Iscrizione Newsletter
Per ricevere periodicamente la nostra newsletter iscriviti inserendo il tuo indirizzo e-mail. Attenzione: il servizio è attivo solo per le caselle @campus.rieti.it rilasciate con la University Card.
| Nuova Energia. L’università italiana punta alle energie rinnovabili |
|
|
|
| Attualità |
| Martedì 22 Dicembre 2009 09:41 |
Aumenta l’impegno delle università italiane a investire nella ricerca su energia e ambienteFonte: Universita.it di Claudia Bruno A dirlo è una indagine condotta da Nuova Energia, che ha deciso di intervistare quindici atenei per capire quanto il sistema universitario italiano sia impegnato in un settore così importante per il futuro dell’Italia in Europa. A rispondere all’appello sono state dodici università italiane:Università La Sapienza di Roma, Università Alma Mater di Bologna, Politecnico di Bari, Politecnico di Milano, Università di Genova, Università di Salerno, Università di Pavia, Politecnico di Torino, Università del Salento, Università di Trieste, Università di Brescia e Università di Trento. Tra le interpellate, anche la Federico II di Napoli, l’Università di Palermo e l’Università di Firenze, che però non hanno risposto. Il quadro che emerge dall’indagine di Nuova Energia, è quello di un’università consapevole che l’esigenza di un futuro sostenibile, deve partire dal rinnovamento del sistema energetico. Per questo, tutti gli atenei stanno dedicando impegno e attenzione alla produzione di energia da fonti alternative ai combustibili fossili. È il caso ad esempio dell’Università di Pavia, che sta investendo soprattutto sul fotovoltaico, vale a dire su sistemi in grado di ricavare l’energia elettrica dalla luce del sole, o dell’Università di Trento che si sta impegnando nel settore dell’idrogeno. C’è poi il Politecnico di Torino che sta investendo sullo sviluppo di energie rinnovabili e strategie di risparmio energetico, e l’Università di Trieste che sta cercando di sperimentare una ricerca multidisciplinare per la produzione di energia, mettendo in relazione dipartimenti di settori differenti. Tuttavia, dicono gli intervistati, la pecca della ricerca universitaria italiana è quella di restare troppo spesso rinchiusa nella teoria per contribuire al cambiamento effettivo del Paese. Come passare alla pratica? La proposta degli intervistati è stata quella di cominciare a finanziare progetti mirati tra università e industria, così da rendere meno incerti gli esiti della ricerca accademica. Secondo i dati resi noti da Nuova Energia, pur non trattandosi del quadro completo del sistema universitario italiano, l’indagine avrebbe una rilevanza statistica: i quindici atenei, si legge nel documento, rappresentano quasi il 28 per cento degli immatricolati 2008-2009. |
Ultime Notizie
- Innovazione e ricerca, l'Europa boccia l'Italia
- Serve la cooperazione, non la competitività
- Se la Fornero facesse l'operaia
- Il moralismo trasversale
- Dal ministero per le Politiche agricole quattro borse di studio per laureati
- Rieti. Allarme neve, Bastioni: «Ancora un fine settimana all'insegna dei disagi»
- WebTv da record: più di 2 milioni di utenti per i 60 anni di Vasco
- Obesità, Saverio Cinti: «Scovato il "serbatoio" segreto del tessuto adiposo»
- Così appassionati di videogiochi da farci la tesi? Wired vi premia
- Da Fondazione Crui, 22 tirocini all’Ispra in ricerca e tutela ambientale
Più Lette della Settimana
- Bachelor. Appello al Ministro Fornero: far presto per non dissipare generazioni di neolaureati
- Entro il 2012 la risposta sulla 'particella di Dio'
- "Internet sarà l'equivalente di quello che negli anni '50 era l'automobile"
- Posto fisso, polemica per la “doppia monotonia” della figlia del ministro Fornero
- Rieti. Allarme neve, Bastioni: «Ancora un fine settimana all'insegna dei disagi»
- Schizofrenia e disturbi sociali, studio italiano ne svela la natura
- Volunia, la sfida italiana a Google che rompe le gerarchie del Web
- L'UDU vince il ricorso sui punteggi minimi ai test d'ingresso
- Bere da morire: l'alcol accresce il rischio di sviluppare tumori
- In funzione il cuore che non batte, diventa anche un film





Aumenta l’impegno delle università italiane a investire nella ricerca su energia e ambiente







