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Clima, studio dell'università di Yale: temperatura può salire più del previsto PDF Stampa E-mail
Attualità
Lunedì 21 Dicembre 2009 09:51
i'm sorryIl ministro Prestigiacomo: a Copenaghen risultato deludente, non basta l'impegno unilaterale dell'Ue

Fonte: Il Messaggero

Un leggero aumento del livello di anidride carbonica (Co2) potrebbe essere sufficiente a far salire la temperatura globale molto più rapidamente del previsto. All'indomani della chiusura deludente del vertice di Copenaghen, dati scientifici appena pubblicati forniscono nuovi elementi al dibattito sul clima. Uno studio americano dell'università di Yale, pubblicato nell'edizione online di Nature Geoscience, ha ricostruito il legame fra livelli di Co2 e riscaldamento globale andando indietro nel tempo fino a quasi 5 milioni di anni fa.

Concentrando l'attenzione su un fenomeno di riscaldamento globale avvenuto circa 4,5 milioni di anni fa e con alcune caratteristiche confrontabili a quelle attuali, i geologi di Yale hanno dedotto che un aumento anche molto piccolo di Co2 rispetto al livello attuale sarebbe sufficiente a far salire la temperatura sul pianeta di 2 o 3 gradi. I dati sui quali si sono concentrati i ricercatori sono quelli relativi all'alto e medio Pliocene (da 5 a 3 milioni di anni fa): allora i livelli di Co2 erano compresi fra 365 e 415 parti per milione (ppm), simili alle concentrazioni attuali (pari a 386 ppm) e questa situazione corrispondeva ad una temperatura globale maggiore di 3-4 gradi rispetto a quella attuale.

All'epoca «un aumento relativamente piccolo nei livelli di Co2 è stato associato con un riscaldamento globale sostanziale», osserva il coordinatore della ricerca, Mark Pagani, geologo e geofisico di Yale. L'indicazione generale, osserva lo studioso, è che «il clima è sensibile alla concentrazione della Co2 molto più di quanto si consideri nei dibattiti politici». E «poichè non ci sono indicazioni che il futuro si comporterà in modo diverso rispetto al passato, dovremmo aspettarci - rileva - un riscaldamento di un paio di gradi anche nel caso in cui riuscissimo a mantenere le concentrazioni di Co2 al livello attuale».

«La questione, prosegue Pagani, è che i modelli considerati oggi, sui quali si basa anche il dibattito politico, considerano fenomeni dagli effetti relativamente rapidi, come cambiamenti nel vapore acqueo nell'atmosfera, distribuzione del ghiaccio marino, nubi e aerosol», invece è importante considerare su una scala più ampia la «sensibilità del clima del sistema-Terra, che comprende gli effetti a lungo termine di fenomeni come i cambiamenti nelle piattaforme ghiacciate contentali, ecosistemi terrestri e gas serra diversi dalla Co2».

Prestigiacomo: risultato deludente, Ue da sola non basta. Da Copenaghen è arrivato «un risultato molto, molto deludente». Così il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, intervistata oggi da Maria Latella nell'approfondimento di SkyTg24 ha commentato il summit dell'Onu sul clima appena chiuso a Copenaghen. Un summit, ha detto Prestigiacomo, le cui sorti si erano già giocate nell'incontro a Singapore tra il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ed il premier cinese Wen Jiabao, ricordando che «Cina e Usa sono responsabili del 50% delle emissioni globali».

Nel lamentare la mancanza di una vera leadership al summit, Prestigiacomo ha quindi ribadito che un accordo globale sulla riduzione delle emissioni climalteranti «significa che gli impegni vengano rispettati». «Non è in discussione l'impegno di Obama, ma siamo solo agli annunci. Gli Usa non sembrano accettare verifiche internazionali. Alla Cina invece si chiede di crescere contenendo però le emissioni».

«L'Ue è stata l'unica regione del mondo che si è presentata con progetti concreti, ciononostante non siamo riusciti a svolgere un ruolo trainante sugli altri» ha proseguito Prestigiacomo, sottolineando ancora una volta che «L'Europa, responsabile del 25% delle emissioni globali, da sola non può risolvere il problema globale». Il ministro dell'Ambiente, infine, ha sottolineato quanto sia stata sentita la mancanza del premier Berlusconi che «ha però seguito in maniera costante l'andamento dei negoziati». «Ho sentito molto la responsabilità di guidare la delegazione italiana. Ho informato il premier costantemente» ha aggiunto Prestigiacomo.
 

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