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Università, certificati falsi per evadere le tasse: denunciati 285 studenti a Lecce PDF Stampa E-mail
Attualità
Martedì 15 Dicembre 2009
lezioneL'evasione ammonta a 64.000 euro. Alcuni dichiaravano di avere un reddito pari a zero. Dichiarazioni compilate online

Fonte: Il Messaggero

Avrebbero presentato autocertificazioni falsificate per poter ottenere l'esonero totale o parziale del pagamento delle tasse universitarie: per questo 285 studenti, iscritti in diverse facoltà dell'Università di Lecce, sono stati denunciati per truffa aggravata e falsità ideologica in atto pubblico.

L'evasione ammonta a 64.000 euro. Le indagini condotte dalla Guardia di finanza di Lecce, d'intesa con l'università, riguardano la verifica di 10.000 istanze. Ad un primo esame di circa 5000 domande, i militari hanno accertato per 285 casi la non veridicità delle autocertificazioni presentate dagli studenti. L'evasione ammonta a 64.000 euro. Le indagini continuano con le verificare la veridicità delle rimanenti 5.000 pratiche.

Gli studenti avrebbero beneficiato dell'esonero tasse compilando per via telematica una falsa dichiarazione nella quale certificavano di essere al di sotto del reddito minimo richiesto sia a livello personale che familiare. I finanzieri stanno valutando anche ulteriori possibili ricadute delle false dichiarazioni, oltre che sulle tasse di iscrizione, anche su benefit eventualmente goduti come assegni di studio, l'uso di alloggi nelle Case dello Studente o la fruizione gratuita della mensa.

Alcuni studenti dichiaravano di avere un reddito pari a zero. In un caso, i finanzieri hanno accertato che la famiglia dello studente aveva un reddito tra i 72.000 e i 63.000 euro. In un altro caso, uno studente lavoratore, anche lui apparentemente a reddito zero, aveva in realtà guadagnato 11.000 euro in un anno. Nella truffa sono coinvolti non solo studenti leccesi, ma anche provenienti da altre province e qualche regione vicina.

Il lavoro di indagine, ha detto il capitano Antonio Sederino della guardia di finanza di Lecce è stato realizzato in accordo con il Rettore dell'università di Lecce, prof. Domenico Laforgia. Quest'ultimo ha riferito che la richiesta di indagini è partita «proprio dalle rappresentanze studentesche che hanno continuamente sostenuto la necessità che tutti facessero il loro dovere nei confronti dell'Università e dei colleghi». Per il rettore si è trattato di «un danno alla collettività…» che «è molto grave se si pensa che gli studenti adottano comportamenti illegittimi che sconfinano nel codice penale per recuperare vantaggi economici anche modesti».
 

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