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Global Warming e scettici. Cosa dicevano veramente le email piratate PDF Stampa E-mail
Attualità
Lunedì 14 Dicembre 2009 09:41
baloneyFosse per sminuire o per gridare allo scandalo, in tanti hanno commentato il caso delle mail piratate dai server dell’università britannica di East Anglia e pubblicate sul network dei siti dedicati al negazionismo climatico

Fonte: la Repubblica
di Valerio Gualerzi

In pochi sapevano però esattamente di cosa stessero parlando, visto che la mole di materiale sottratta illegalmente all’ateneo dove lavorano diversi scienziati di punta impegnati a studiare il riscaldamento globale è davvero impressionante.

Cinque cronisti dell’agenzia americana Associated Press si sono messi invece con santa pazienza a leggere uno per uno tutti i 1.073 messaggi di posta elettronica finiti nell’occhio del ciclone. Un lavoro che gli ha permesso di scrivere quello che è oggi probabilmente il giudizio più informato sulla reale portata della vicenda. Il risultato è che non ne esce bene nessuno.

Il succo delle conclusioni dell’Ap è questo: i climatologi dell’East Anglia hanno fatto muro contro gli scettici (attenzione: scettici, non negazionisti) e hanno discusso di come eliminare alcuni dati, ma nei messaggi non c’è nessuna prova che le attuali conoscenze sul riscaldamento globali siano un falso.

Dalle email, spiegano ancora i “revisori” dall’agenzia, emerge che gli scienziati hanno tenuto per loro i dubbi, per quanto esili e  fugaci, mentre spiegavano pubblicamente di essere assolutamente certi delle loro conclusioni. Ma questo scambio di opinioni non toglie nulla alla vasta mole di prove sul fatto che il mondo si sta scaldando per colpa delle emissioni di gas serra prodotte dalle attività umane. I ricercatori – conclude ancora l’Ap – erano chiaramente consapevoli di come il loro lavoro sarebbe stato accolto e usato e, proprio come dei politici, si sono dati molto da fare per modellare il loro messaggio.
 

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