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Università, a giugno nuovo sciopero docenti: a rischio esami estivi. Protestano gli studenti
Attualità
Venerdì 20 Aprile 2018

Università, a giugno nuovo sciopero docenti: a rischio esami estivi. Protestano gli studentiLa commissione di Garanzia ha dato il via alla libera alla nuova agitazione dei docenti, che però dovranno garantire almeno cinque appelli all'anno. Non ci sta il coordinamento Link: "Il diritto allo studio è in pericolo"

Fonte: la Repubblica
di Corrado Zunino

La Commissione di Garanzia degli scioperi ha appena approvato la sospensione degli esami estivi nelle università italiane, annunciato da oltre 6.800 docenti lo scorso 16 febbraio. La commissione ha chiesto una modifica sostanziale: i docenti devono garantire - sempre - almeno cinque appelli l'anno. "Con queste modalità lo sciopero rischia di avere un impatto grave sugli studenti", ha replicato a stretto giro il coordinamento Link, "togliere un appello alla sessione estiva è un problema serio. Potrebbe compromettere il raggiungimento dei crediti necessari per accedere al bando delle borse di studio e ai benefici di welfare studentesco".

Il primo sciopero dei docenti universitari, nella scorsa sessione autunnale, coinvolse 10.580 professori ordinari e associati e ricercatori di settantanove università. L'iniziativa, inedita, spinse il Governo Gentiloni ad approvare una Legge di bilancio che ha consentito ai prof d'ateneo di recuperare buona parte del potere d'acquisto perso nelle stagioni della crisi finanziaria. I docenti non ritengono, però, quell'intervento sufficiente e chiedono che lo sblocco degli scatti d'anzianità venga retrocesso di un anno, ovvero parta dal primo gennaio 2015, e vi sia il riconoscimento giuridico delle stagioni 2011-2014. La seconda tornata di scioperi, tuttavia, si alimenta di due richieste che riguardano l'intero mondo universitario: il movimento per la Dignità della docenza universitaria, guidato da Carlo Vincenzo Ferraro, professore del Politecnico di Torino in pensione, chiede anche 80 milioni per le borse agli studenti meritevoli e un ciclo di concorsi per assegnare cattedre da professore ordinario e associato. "L'università ha bisogno di nuove leve e occorre dare una soluzione forte al precariato".

Molti studenti, organizzati attraverso la rappresentativa Link, ritengono invece che gli scioperi mettano comunque a rischio il diritto allo studio, nonostante le garanzie della commissione. "Su questo tema", dice Andrea Torti, "abbiamo già raccolto 45 mila firme negli atenei italiani. Migliaia di universitari rischiano di perdere la borsa di studio o di vedersi triplicate le tasse a causa di un esame non conseguito". La Link chiede l'apertura di un confronto con il ministero dell'Istruzione e la Conferenza Stato Regioni per consentire, per esempio, di presentare domanda di borsa di studio con riserva, "in attesa del conseguimento dei requisiti di merito in deroga alla scadenza del 10 agosto". Un appello in più nella sessione autunnale, di fatto, e lo spostamento in avanti della data ultima, oggi, appunto, il 10 agosto. Lo stesso concetto può essere applicato alla no tax area: per aver diritto a non pagare le tasse universitarie uno studente deve aver dato un certo numero di esami entro agosto, ma lo sciopero di inizio estate mette in difficoltà anche gli universitari basso-reddito. Serve un paracadute.

Dice Torti: "Pensiamo che la possibilità di sciopero sia un diritto da tutelare, ma non vogliamo che le modalità scelte vadano a frantumare ancora di più una comunità accademica già pesantemente attaccata e divisa dalle politiche degli ultimi governi". Una nuova separazione, questa conflittuale, tra docenti e discenti.  "Occorre lottare per un'università pubblica, di qualità, aperta a tutti, adeguatamente finanziata, ma è necessario farlo tutti insieme: studenti, dottorandi, ricercatori precari e strutturati, docenti e personale tecnico-amministrativo, con una mobilitazione che non produca divisioni".

Antonio Mussino, professore alla Sapienza, portavoce in ateneo del Movimento dei docenti, sostiene che il paracadute sia già presente nell'ordinanza della commissione di Garanzia degli scioperi: "E' messo per iscritto che, di fronte ad atenei o dipartimenti che hanno fissato una stagione di appelli uguali o inferiore a cinque, si potrà fare un appello straordinario. La nostra lotta è anche in nome e in favore degli studenti. Le risorse per il diritto allo studio, grazie ai risparmi fatti sui professori, oggi ci sono".

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