| L'esercito degli psicologi, il presidente dell'Ordine: chiudere le lauree triennali |
| Attualità |
| Martedì 10 Novembre 2009 11:01 |
«Una fabbrica di disoccupati». In Italia sono 70mila, solo la metà è iscritto alla Previdenza, gli altri non esercitanoFonte: Il Messaggero di Luana De Vita Una manciata di numeri per capire la dimensione di un problema che non è certamente peculiare solo della psicologia e che non può comunque spiegare il suicidio di un giovane. Ma può aiutare a cogliere il senso di un problema generazionale, perché i giovani non corrono solo per le strade guidando ubriachi, non spaccano solo vetrine o teste di extracomunitari per noia. Per una volta non parliamo di gioventù per parlare di droga, di sballo e di noia. Parliamo di quella generazione che studia, che si presenta puntuale agli esami, che si iscrive a scuole di specializzazione, che ancora ci crede in somma. Crede che sia possibile costruirsi un futuro senza passare per l’occhio indiscreto del Grande Fratello, con o senza mutande. E si impegna, studiando. Fino a qualificarsi, fino all’abilitazione di Stato, fino all’iscrizione all’ Ordine dei Professionisti di turno. Quello degli psicologi del Lazio, per esempio: più di 15.000 iscritti, tra cui più del 95% è un libero professionista. Il Lazio è anche la Regione che ospita il maggior numero – 74 - di Scuole di Specializzazione post-laurea in Psicoterapia, che hanno una durata minima di 4 anni e un costo medio annuo di circa 3000-3500 €. In Italia sono 70.000 gli psicologi, considerando che solo il 50% degli iscritti all’Ordine Nazionale risulta iscritto all’Ente Nazionale di Previdenza se ne deduce che gli altri fanno un altro mestiere o non lavorano. In Europa si stima un totale di 210.000 psicologi, ovvero un terzo degli psicologi europei è italiano ed è un numero destinato ad aumentare visto che più o meno altri 50.000 studenti si stanno preparando per ottenere il titolo accademico nelle Facoltà di Psicologia sparse per il paese. Il Presidente dell’Ordine Nazionale degli psicologi, Giuseppe Luigi Palma, ha scritto a tal proposito al Ministro Gelmini alla fine di settembre di quest’anno sottolineando l’urgenza di un intervento: chiudere le lauree triennali in Psicologia perché rappresentano un’esperienza fallita. «Uno spreco di risorse e una fabbrica di disoccupati», visto che «il tasso di disoccupazione dei giovani formati sfiora il 100%». Queste dunque le percentuali di occupazione stimate dal Presidente dell’Ordine che nella sua missiva ha anche riepilogato il numero di corsi attualmente attivi in Italia: 46 corsi di laurea triennale in psicologia, attivati in 35 sedi. Corsi da chiudere perché «inutili sotto ogni profilo». E a questi giovani laureati e laureandi cosa possiamo offrire adesso? Un provino al prossimo reality show o un festino a palazzo. Forse. |
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«Una fabbrica di disoccupati». In Italia sono 70mila, solo la metà è iscritto alla Previdenza, gli altri non esercitano








