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La fuga dei laureati dall’Italia costa 1 miliardo e 173milioni PDF Stampa E-mail
Attualità
Martedì 10 Novembre 2009 09:57
laureatiVerso l'estero abbiamo speso oltre un miliardo di euro per l'istruzione di 11.700 giovani professionisti: ora lavorano (e producono) oltre confine

Fonte: City

L’espatrio dei giovani professionisti italiani all’estero costa al Paese oltre 1 miliardo e 173 milioni di euro solo per le spese vive. Sono i soldi investiti per la loro formazione, senza contare quello che non producono per noi. Lo rivela il blog “La Fuga dei talenti”.
Centomila euro a testa
L’ammontare delle risorse si riferisce all’investimento fatto dal “sistema Italia” nella formazione della fetta di neolaureati che solo in un anno sceglie di emigrare all’estero. È stato ricavato incrociando gli ultimi dati Ocse (riferiti al 2006) sulla spesa per l’istruzione in Italia e il Rapporto sulla situazione sociale nel Paese del Censis, riferito allo stesso anno. Secondo l’Ocse, l’istruzione di ciascun giovane italiano dalla scuola primaria fino all’università costa 100.304 euro. Se la moltiplichiamo per il numero dei giovani espatriati solo nel 2007 (almeno 11.700), otteniamo un totale di oltre un miliardo e 173 milioni di euro.
Soldi “regalati”
Questa cifra - denuncia il blog “La Fuga dei talenti” - evidenzia l’enorme spreco di risorse, dovuto soprattutto all’assenza di meritocrazia e alla poca partecipazione attiva degli under 40 nei processi decisionali in Italia. Di fatto sono investimenti “regalati” ai Paesi stranieri, perché i neolaureati mettono le loro capacità al servizio di aziende e istituzioni straniere, che le investono in attività produttive e beneficiano dei loro frutti economici. Il processo non è controbilanciato dall’afflusso di “cervelli” stranieri in Italia. Come ha documentato la recente ricerca della Fondazione “Rodolfo De Benedetti”, in Italia - per ogni cento laureati nazionali - ce ne sono 2,3 stranieri, contro una media Ocse di 10,45.
 

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