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Assunzioni per oltre 2mila ricercatori precari, più fondi al diritto allo studio
Attualità
Venerdì 01 Dicembre 2017

Assunzioni per oltre 2mila ricercatori precari, più fondi al diritto allo studioDopo il piano per l’assunzione di 1600 nuovi ricercatori (in particolare nelle università) la legge di bilancio che arriva in aula a Palazzo Madama regala una nuova boccata d'ossigeno per il mondo della ricerca stanziando le risorse per stabilizzare oltre 2mila cervelli precari degli enti di ricerca dove si contano fino al 40% di ricercatori a tempo

Fonte: Scuola24
di Marzio Bartoloni

La commissione Bilancio del Senato ha infatti approvato un emendamento del Pd a prima firma di Francesco Verducci che a regime stanzia 50 milioni l’anno.

La misura ricorre ai meccanismi della riforma Madia
L'emendamento prevede la possibilità per gli enti di ricerca di avvalersi delle disposizioni della legge Madia (dlgs 75/2017 articolo 20) per il superamento del precariato. E mette a disposizione 10 milioni per il 2018 e 50 milioni di euro dal 2019, per la trasformazione e stipula di contratti a tempo indeterminato di ricercatori e tecnologi che si trovino nelle condizioni previste dalla legge Madia: contratti a tempo determinato e contratti flessibili.Tenendo conto dei costi medi annuali, le risorse messe a disposizione dall'emendamento con un cofinanziamento per almeno il 50% da parte degli enti che assumono, dovrebbero consentire la trasformazione di circa 420 ricercatori e tecnologi nel 2018, mentre nel 2019 potranno essere assunte ulteriori 1.750 cervelli.

Le altre misure a favore del Crea
La norma a regime dal 2019 garantirà che con questo fondo si possano assumere fino a 2.170 unità (420 nel 2018 + 1.750 nel 2019), tenendo comunque conto che già la norma Madia consente l'assunzione a tutti quegli enti che già dispongono di risorse stabili. Lo stesso emendamento prevede anche un percorso di stabilizzazione da parte del Crea, l'ente di ricerca sull'agricoltura vigilato dal ministero per le Politiche agricole. Si tratta in questo caso di 500 unità di personale di tutti i profili (ricercatori, tecnologi, tecnici e amministrativi), di cui 411 precari i cui contratti potranno essere trasformati a tempo indeterminato e 89 precari che potranno partecipare alla riserva di posti da bandire nel triennio 2018-2020.

Le misure principali in legge di bilancio
Tra gli interventi principali nella manovra c’è l’ incremento di ulteriori 20 milioni a decorrere dal 2018 del Fondo Integrativo Statale per la concessione di borse di studio universitarie, fondo che passa da 216,8 milioni di euro del 2017 a 236,8 milioni dal 2018. Inoltre, il Senato ha incrementato di ulteriori 5 milioni a decorrere dal 2018, in aggiunta ai 10 milioni già inseriti nel primo testo della legge di bilancio, il fondo in favore di borse concesse per la frequenza ai corsi di dottorato di ricerca. «Crescita, innovazione, occupazione, inclusione ed equità sociale già erano state messe al centro delle norme proposte dal Miur, che nei giorni scorsi ha continuato a seguire con impegno i lavori del Parlamento per migliorare ulteriormente il testo. Il nostro lavoro - ha spiegato la ministra Valeria Fedeli - è stato e continuerà a essere indirizzato soprattutto verso investimenti per l'intera filiera dell'educazione e per lo sviluppo della ricerca e dell'innovazione, perché siamo convinti che questa sia la migliore scelta politica per il futuro non soltanto delle nuove generazioni, ma dell’intero Paese».

La reazione degli studenti
Per gli studenti di Link- coordinamento universitario il segnale sul diritto allo studio è «positivo» e giunge «dopo le mobilitazioni di questo autunno» ma è «insufficiente a garantire a tutti gli studenti e studentesse la borsa di studio, ne servirebbero almeno altri 150!». Gli studenti di Link puntano il dito anche contro il « vergognoso ritardo del Miur nella definizione del riparto del Fondo statale per le borse di studio». Trascorso il termine del 30 settembre per il riparto «ad oggi il testo non è ancora stato pubblicato nè inviato alle Regioni, che perciò non possono procedere ad assegnare tutte le borse di studio. La situazione è drammatica soprattutto nel mezzogiorno, dove migliaia di studenti attendono le borse e sono in mobilitazione». Per Elisa Marchetti dell’Udu, «l’aumento di 30 milioni del Fis è certamente una vittoria, anche se parziale. La dismissione delle superborse a copertura di questo aumento è ciò che abbiamo sempre chiesto e non possiamo che essere soddisfatti del risultato ottenuto dalla nostra organizzazione». «Non ci stancheremo però di ripetere che la cifra necessaria per azzerare il numero degli “idonei non beneficiari”, che lo stesso testo della legge di bilancio definisce “situazione paradossale”, è molto più alta: servirebbero altri 120 milioni. Per questo - conclude l’Udu - continueremo la nostra attività di pressione anche nel passaggio alla Camera per ampliare ulteriormente la platea dei beneficiari».

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