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"Denunciamo imbrogli e accordi sottobanco, solo così l'università si salva dai baroni"
Attualità
Giovedì 23 Novembre 2017

È nata a Roma l'organizzazione composta da docenti e ricercatori di alcuni atenei italiani. Hanno registrato conversazioni con rettori e presidenti di commissione: hanno certificato abusi nei concorsi, si sono rivolti ai Tar e alle procure. Vi raccontiamo otto delle loro storie

Fonte: la Repubblica
di Corrado Zunino

Lo scorso 10 novembre, un venerdì, nello studio in Roma dell'avvocato cassazionista Giuliano Grüner otto tra ricercatori e professori hanno fondato l'organizzazione no profit "Trasparenza e merito, l'università che vogliamo", in altri fogli detta "Università pulita".

Gli otto accademici sono stati danneggiati da un ateneo italiano: Roma Tor Vergata e Roma Tre, Catania, Pisa, l'Orientale del Piemonte, ancora l'Alma Mater di Bologna. A ciascuno il suo. Hanno portato prove e testimonianze di concorsi fasulli, falsati, pre-assegnati nei tribunali amministrativi e nei Consigli di Stato. Hanno ottenuto sospensive, nuove commissioni e in alcuni casi avvisi di garanzia e rinvii a giudizio dalle procure.

Giuliano Grüner oltreché avvocato è colui che, insieme al chirurgo Pierpaolo Sileri, è stato minacciato dal rettore di Tor Vergata (in carica), Giuseppe Novelli. Il Magnifico ha cercato di fermare i ricorsi al Tar contro la chiamata in ruolo di altri due docenti: "Finché faccio io il rettore, lei qui non sarà mai professore", ha urlato, registrato, Novelli a Grüner. "Tu, per lui, sei morto", ha fatto sapere un'alta funzionaria dell'ospedale al chirurgo Sileri. Alludeva sempre al rettore.

La Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per il rettore Novelli: tentata concussione e istigazione alla corruzione. Una seconda inchiesta - sempre per un concorso contestato, allestito però dall'Università di Chieti-Pescara - ha portato Pierpaolo Sileri a un nuovo scontro giudiziario con il primo docente di Tor Vergata, questa volta alla Procura di Chieti.

Nel gruppo "Trasparenza e merito" c'è Giulia Romano, ricercatrice di Economia aziendale che denunciò un presidente di commissione dell'Università di Pisa grazie a registrazioni fatte dal marito. La Piemonte orientale, invece, per sei anni si è rifiutata di rispondere a Filippo Neri, che aveva chiesto la chiamata da professore associato. Andrea Ciampalini ha vinto contro l'Università di Pisa, che lo ha appena richiamato, ma il docente ha voluto essere inserito lo stesso nell'associazione. Al ricercatore d'Agraria Adamo Domenico Rombolà una commissione dell'ateneo di Bologna ha stravolto in seconda battuta il giudizio sull'Abilitazione nazionale.

Come primo atto l'organizzazione no profit ha chiesto alla ministra dell'Istruzione e dell'Università, Valeria Fedeli, una censura per questi atenei, Tor Vergata in primis. Per ora, non è arrivata.

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