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Domanda sull’omosessualità, bufera sul test a Medicina. La ministra: “Quesito vergognoso”
Attualità
Venerdì 17 Novembre 2017

Domanda sull’omosessualità, bufera sul test a Medicina. La ministra: “Quesito vergognoso”Grimaldi, Sel: “Qualcuno la ritiene ancora una patologia?” Fedeli: «Discriminazioni, totale mancanza di rispetto, e un simile livello di ignoranza vanno puniti»

Fonte: La Stampa
di Beppe Minello e Alessandro Mondo

Una domanda, che per qualcuno è una provocazione inaccettabile. Oggi i rappresentanti di Sinistra Italiana hanno ricevuto, in forma anonima, una delle domande del test Progress sottoposta oggi a 33 mila studenti di medicina. La premessa è di Marco Grimaldi, capogruppo di Sel in Regione: i test progress sono somministrati a tutti gli studenti di medicina per valutarne i progressi nell’apprendimento. Fra le domande vi è la seguente: «Qual è la stima del verificarsi dell’omosessualità nell’uomo?» . Una domanda che ha fatto indignare non solo il consiglere di Sel, ma anche la ministra dell’Istruzione e Università, che parla di «quesito vergognoso».

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Questa domanda è inserita nel contesto di un test su diagnosi, genetica, malattie e comportamenti da tenere dinnanzi a certe malattie.

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«Vogliamo sapere, e lo pretendiamo, se la comunità medica italiana ritiene ancora che l’omosessualità sia una malattia” – dichiara Grimaldi. – “Che senso ha chiedere a dei futuri medici la stima dell’omosessualità nell’uomo? Viene chiesta anche la stima dell’eterosessualità? Perché è bene ricordare che eterosessualità e omosessualità sono entrambe “varianti” naturali del comportamento umano». «Pretendiamo una risposta dalla Conferenza del Presidi delle facoltà di Medicina: perché questa domanda nel 2017? Non certo per rendere medici e scienziati persone migliori e con meno pregiudizi!” – dichiara la Responsabile nazionale Diritti di SI Cathy La Torre -. Indignarci e chiedere spiegazioni è il minimo che possiamo fare».

LA MINISTRA FEDELI

La vicenda ha suscitato la reazione della ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli: «È di una gravità inaudita che sia stata inserita una simile domanda nel Progress test di medicina e chirurgia». «È francamente incredibile e a dir poco inaccettabile che l’omosessualità sia stata inserita nella categoria delle malattie. Mi auguro che la Conferenza dei corsi di laurea in medicina provveda ad eliminare dall’elenco delle domande del Progress test quel vergognoso quesito, che le risposte ad esso date non siano tenute in considerazione ai fini della valutazione del progresso nell’apprendimento di studentesse e studenti, e che il responsabile di quanto accaduto sia adeguatamente sanzionato».

Il Progress test viene organizzato dalla Conferenza dei Presidenti dei Collegi didattici dei Corsi di Laurea in Medicina e Chirurgia delle università italiane e non ha nulla a che vedere con l’esame di Stato in Medicina di cui responsabile è il Miur. È nato negli atenei italiani nel 2008 con l’obiettivo di monitorare, attraverso una serie di domande a risposta aperta, i livelli di acquisizione delle competenze effettivamente e progressivamente raggiunte da studentesse e studenti nel corso degli anni dell’iter universitario.

«Discriminazioni, totale mancanza di rispetto, simili livelli di ignoranza sono elementi con cui mai vorremmo venire a contatto – conclude la Ministra Fedeli – tanto meno nelle università italiane, che sono luoghi deputati non solo alla conoscenza, ma all’alta formazione, con tutto quel che questo significa. In termini culturali e di civiltà».

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