Banner

Iscrizione Newsletter

Per ricevere periodicamente la nostra newsletter iscriviti inserendo il tuo indirizzo e-mail. Attenzione: il servizio è attivo solo per le caselle @campus.rieti.it rilasciate con la University Card.


Terremoto, inchiesta per il mancato allarme: la procura acquisisce gli studi PDF Stampa E-mail
Attualità
Mercoledì 28 Ottobre 2009 09:51
macerieRettore: per universitari situazione insostenibile. Da personale Asl Aquila oltre 50 certificati medici al giorno

Fonte: Il Messaggero

Stanno entrando nel vivo le indagini sul mancato allarme sul terremoto da parte delle istituzioni, in particolare sui toni rassicuranti della Commissione Grandi Rischi, riunitasi all'Aquila il 30 marzo scorso.
La procura della Repubblica dell'Aquila ha fatto acquisire studi di ingegneria sismica con riferimento allo stato della ricerca sulle previsioni dei terremoti, per approfondire le indagini sul mancato allarme e sui messaggi troppo rassicuranti nei mesi e nelle settimane precedenti la tragica scossa del 6 aprile. Tra gli estensori degli studi anche Enzo Boschi, presidente dell'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia, che fa parte della Commissione Grandi Rischi. Su questo aspetto l'inchiesta è scattata dopo la presentazione di un esposto che vede tra i firmatari l'avvocato aquilano Antonio Valentini, nel quale si censurano i messaggi rassicuranti e ottimistici inviati alla popolazione appena cinque giorni prima del tragico terremoto. Secondo i ricorrenti, se ci fosse stata una informazione diversa molte vite si sarebbero potute salvare nelle notte tra il 5 e il 6 aprile quando per i crolli morirono 300 persone. Ieri sono stati sentiti due dipendenti pubblici come persone informate sui fatti. Nel contesto dei mancati allarmi è da inserire anche la mancata attuazione di quanto disposto dallo studio di Abruzzo Engineering sulla stabilità e la staticità di strutture pubbliche e dalla cosiddetta relazione Barberi, risalente al 1999.

Rettore: situazione insostenibile per gli universitari. Il rettore dell'Università dell' Aquila, Ferdinando Di Orio, è pronto a dimettersi qualora «le giuste attese degli studenti» in merito al problema degli alloggi e dei servizi «restassero ancora inevase, perpetuando l'equivoco che è l'ateneo la causa di tale situazione»: è quanto ha scritto in una lettera inviata al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. «Il futuro della città - scrive riferendosi alla situazione del capoluogo abruzzese a quasi sette mesi dal terremoto - è inscindibile da quello della sua Università. Ciò che trovo particolarmente intollerabile, il fatto che le giuste esigenze degli studenti finiscano per essere contrapposte con le altrettanto giuste esigenze dei cittadini aquilani, quasi che il bene degli uni rappresentasse il male per gli altri». Sospendere le iscrizioni all'ateneo, ipotesi presa in considerazione da Di Orio, «avrebbe significato la morte dell' Università aquilana, vanificando gli sforzi compiuti anche da parte del Governo, mettendo in pericolo il posto di lavoro di più di mille persone e compromettendo ulteriormente la ripresa dell'attività economica di tutto il comprensorio». Ma se non arriveranno soluzioni per la permanenza degli studenti universitari in città, «sarei costretto a rassegnare le dimissioni da rettore - conclude Di Orio -, al fine di fare almeno chiarezza su una situazione che è ormai insostenibile».

Oltre 50 certificati medici al giorno presentati dal personale della Asl dell'Aquila: è quanto accade al San Salvatore dal 6 aprile scorso. Colpa, secondo il segretario regionale della Cisl, Gianfranco Giorgi, delle difficili e precarie condizioni di lavoro. Secondo Giorgi le condizioni in cui operano i dipendenti della Asl «non sono ottimali: la grande mole di certificati medici è dovuta, in parte, alle condizioni inadeguate e poco idonee in cui si trovano ad operare medici, infermieri, tecnici, ausiliari e amministrativi del San Salvatore». «Per mesi, in estate - aggiunge - hanno sofferto la calura sotto le tende, lavorando anche a 40 gradi. Oggi accade l'opposto: esistono ancora reparti e divisioni mediche costrette ad operare in condizioni precarie, nei container e senza una sede stabile. Un esempio è il pronto soccorso, in parte ancora dislocato sotto una tenda, dove giorni fa sono stati registrati appena 4 gradi durane la notte. Il laboratorio analisi lavora in un piccolo container, centralino e direzione sanitaria sono sotto le tende, come molti altri uffici amministrativi e servizi. Una condizione che pesa ulteriormente sui lavoratori, già provati dal sisma del 6 aprile scorso».

110mila dollari dagli Usa. Oggi presso il ministero dei Beni Culturali, il presidente dell'Italian American Museum di New York, Joseph V. Scelsa, ha consegnato un assegno di 110mila dollari al ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi per i lavori allo splendido Museo Nazionale d'Abruzzo, danneggiato dal terremoto. Un'iniziativa della Fia (Fondazione Italiani Americani), presieduta dal senatore Lucio Malan, che ha messo in contatto le due istituzioni. La somma è il frutto di una sottoscrizione cui hanno partecipato migliaia di americani di origine italiana, promossa dall'Italian American Museum che ha sede nel cuore di Little Italy, a Manhattan.
 

© 2008-2011 Sabina Universitas - Polo Universitario di Rieti S.C.p.A.
P.I. 00982440570 - Tutti i diritti riservati.