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È un cervello siciliano in fuga a Boston il re delle applicazioni per iPhone PDF Stampa E-mail
Attualità
Lunedì 26 Ottobre 2009 09:07
iphoneOriginario di Montaperto laureato a Palermo vende olio doc su Internet Col software sullo skateboard ha scalato le classifiche. "Mi fa pensare che in 10 anni dodicimila giovani come me abbiano lasciato l'Isola. Non credo che se fossi rimasto sarei riuscito a realizzarmi"

Fonte: la Repubblica
di Gabriele Isman

Un siciliano sul tetto del mondo delle applicazioni per iPhone. Si chiama Giuseppe Taibi, 39 anni, originario di Montaperto, nell´Agrigentino, ma nato - "per caso" dice lui ridendo - a Palermo. Nel capoluogo si è anche laureato, in Ingegneria elettronica, con una tesi sull´intelligenza artificiale. Era il 1995. Ora vive a Boston, Massachusetts: titolare di varie aziende, a dicembre scorso è stato tra i primi italiani a essere in testa alle classifiche Usa per applicazioni iPhone.

«Il progetto si chiama GoLearn skateboarding ed esiste in una versione light, cioè gratuita, e una premium. L´abbiamo realizzata assieme a una azienda della Sylicon valley, la Whagaa, e una di Santa Cruz, dove lo skateboard è nato. E ha avuto molto successo». I segreti sono stati una veste grafica molto accattivante, la possibilità di vedere video spettacolari e un database che sfrutta il Gps dell´iPhone per indicare velocemente dove sia lo skatepark più vicino.

Tra l´emozionato e il divertito, Taibi racconta di quel venerdì «quando arrivò la telefonata della Apple che chiedeva di inviare schermate del nostro progetto ad alta risoluzione. Pochi giorni dopo, l´applicazione era sulla pagina principale dell´App store, la sezione di iTunes, come raccomandata, accanto a quella della Nike». Golearn skateboarding è arrivata subito in testa alla classifica sport e ci è rimasta per settimane, complice anche il prezzo - 4 dollari e 99 centesimi - che era appetibile, seppur non troppo basso per la media delle applicazioni made in Usa, per un pubblico molto giovane. Eppure quella non era nemmeno la prima applicazione realizzata dall´ex studente dell´Ateneo di Palermo: «Quando fu aperto il mercato di questi programmi - spiega lui - noi ci presentammo con sei progetti. Uno di questi era sul fitness, per il personal training con video per gli esercizi e un database per memorizzare il lavoro fatto. Costava 19 dollari e 99 centesimi».

Non c´è soltanto la tecnologia nella vita di Taibi che ogni estate torna in Sicilia, tra Agrigento e Porto Empedocle per le vacanze: «Dalla mia terra - spiega lui-, assieme alla mia famiglia, importo olio extravergine venduto via Amazon. In due giorni è possibile ordinarlo da qui, dagli Usa, e averlo a casa. In realtà, vivo sospeso tra hi-tech e slow food», dice. Com´è la Sicilia vista da Boston? «È una meta di vacanza per tanti, che va benissimo per il turismo, ma forse non basta. Ci sono settori importanti che avrebbero bisogno di maggior cura e attenzione, ma i siciliani dovrebbero imparare a volersi più bene, anche abbandonando una classe dirigente non sempre illuminata. Mi fa pensare che in dieci anni, 12 mila giovani siciliani dal profilo professionale medio-alto come me, abbiano lasciato l´isola, e non credo che io stesso sarei riuscito a realizzare il mio lavoro restando in Italia». In alcune parti degli Stati Uniti la Sicilia è ancora associate subito alla parola mafia? «Non qui a Boston - garantisce lui - che è un ambiente multietnico, di università importanti e premi Nobel. Una città bellissima dove vivere, con le foglie che diventano viola, rosse, gialle. Anche l´America poi è fatta di picchi e di valli». E pensare che il primo viaggio in Usa fu casuale: «Era il 1994, con il corso di Ingegneria elettronica andammo a scoprire New York. Manhattan mi ha sedotto, Boston mi ha conquistato».

Il rapporto con l´Isola è garantito non soltanto dalle vacanze estive nell´Agrigentino, «dove leggo sempre Camilleri, rigorosamente in marinisi, il dialetto di Porto Empedocle», e dall´olio di famiglia: «Mia moglie, Nita, l´ho conosciuta qui: è un´artista, e i suoi nonni erano emigrati di Altofonte». La coppia ha due figlie piccole. Pochi giorni fa Taibi era a Venezia per le Venice sessions di Telecom, un gruppo a inviti per il discutere il futuro. Come sarà il domani? «È in ebollizione. Probabilmente avremo meno televisione e anche meno carta stampata. Anche il giornalismo dovrà reinventarsi, liberandosi dal giornale monolitico». E il suo futuro? «La tecnologia continuerà a darmi nuove idee per la mia vita. Il low tech resterà attraverso l´olio di famiglia, perché davvero è una fase di riscoperta di vecchi sapori. Ecco, il mio lavoro è mettere insieme hi-tech e slow food».
 

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