Banner

Iscrizione Newsletter

Per ricevere periodicamente la nostra newsletter iscriviti inserendo il tuo indirizzo e-mail. Attenzione: il servizio è attivo solo per le caselle @campus.rieti.it rilasciate con la University Card.


Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini: «Rivoluzionerò l'università» PDF Stampa E-mail
Attualità
Venerdì 23 Ottobre 2009 10:30
gelmini«Premierò i giovani più bravi puntando sulla qualità, eliminando gli sprechi»

Fonte: Il Tempo

«Bisogna avere il coraggio di cambiare l'Università, non difendendo lo status quo ma premiando i giovani meritevoli, i nuovi ricercatori e le Università che puntano sulla qualità eliminando gli sprechi e i corsi inutili». Non più di due mesi fa con queste parole il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini s'accingeva a spiegare il senso e significato della sua Riforma dell'Università che sotto forma di disegno di legge sarà presentata oggi al Consiglio dei ministri e che avrà il grande pregio di «puntare sul ricambio generazionale, sull'apertura ai giovani, sull'efficienza, sulla meritocrazia e su un utilizzo oculato delle risorse». Una rivoluzione, dunque, più che una riforma.

Tra le novità: un mandato di non oltre 8 anni per i rettori, la possibilità per gli atenei di fondersi tra loro allo scopo di evitare duplicazioni e abbattere i costi, un consiglio di amministrazione con il 40% di membri esterni, e scatti stipendiali solo ai professori migliori (avanzamenti di carriera saranno per meriti e non per anzianità). I bilanci delle università dovranno rispondere a criteri di maggiore trasparenza. Debiti e crediti saranno resi più chiari secondo criteri nazionali concordati tra i ministeri dell'Istruzione e del Tesoro. I settori scientifico-disciplinari passeranno dagli attuali 370 a circa la metà.

Per determinare la graduatoria delle università migliori conterà la qualità dell'offerta formativa e i risultati dei processi formativi; la qualità della ricerca scientifica; la qualità, l'efficacia e l'efficienza delle sedi didattiche. Ci sarà una distinzione netta di funzioni tra Senato accademico e Cda: il Senato avanzerà proposte di carattere scientifico, ma sarà il Cda ad avere la responsabilità chiara delle spese, delle assunzioni e delle spese di gestione (anche delle sedi distaccate). Sarà ridotto il numero di membri sia del Senato (al massimo 35 contro gli oltre 50 di oggi) sia del Cda (11 invece di 30). Il Cda avrà il 40% di membri esterni e sarà rafforzata la rappresentanza studentesca (questo anche nel Senato). Un direttore generale prenderà il posto dell'attuale direttore amministrativo e avrà compiti di grande responsabilità, insomma sarà un vero e proprio manager dell'ateneo. Infine, il nucleo di valutazione d'ateneo sarà a maggioranza esterna (per garantire una valutazione imparziale) e sarà semplificata la struttura interna degli atenei. Una commissione nazionale (con membri italiani e per la prima volta anche stranieri) dovrà abilitare coloro che sono ammessi a partecipare ai concorsi per le varie fasce. Saranno valutate le capacità e il curriculum sulla base di parametri predefiniti. Le università potranno assumere solo coloro che saranno riconosciuti validi dalla commissione.
 

© 2008-2011 Sabina Universitas - Polo Universitario di Rieti S.C.p.A.
P.I. 00982440570 - Tutti i diritti riservati.