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Occupazione: la laurea triennale è spendibile nel mercato del lavoro? PDF Stampa E-mail
Attualità
Giovedì 22 Ottobre 2009 08:53
briefSull’argomento consultiamo l’ultimo studio di AlmaLaurea, effettuato sugli studenti della seconda università di Napoli: il 66,2% degli intervistati trova lavoro dopo la laurea

Fonte: Il Mediano
di Mariangela Barretta

Una delle domande che affligge gli studenti che stanno per conseguire, o hanno conseguito, la laurea triennale è la seguente: questo tipo di laurea è spendibile nel mercato del lavoro? Per trovare una risposta, seppur parziale, a questo inquietante quesito, consultiamo l’inesauribile banca dati di AlmaLaurea ed, in particolare, lo studio sull’occupabilità dei laureati condotto presso la Seconda Università di Napoli.

Ebbene, secondo lo studio ben il 66,2% degli studenti riesce a trovare lavoro dopo il conseguimento della laurea triennale. Inoltre, il 52,5% degli intervistati asserisce di riuscire a sfruttare nella nuova occupazione il know how acquisito nelle aule dell’ateneo. Vediamo ora nel dettaglio le risposte per tipologia di studio.

Sono decisamente spendibili le lauree triennali in architettura: ben il 62,5% degli intervistati (180 laureati) ha iniziato a lavorare dopo il conseguimento della laurea triennale ed il 39,1% svolge un’attività "su misura" per la sua laurea ed il guadagno medio mensile è di 782 euro. Nel settore chimico-farmaceutico, i laureati intervistati sono 13 (su 15 totali) e ben l’80% riesce ad impiegarsi dopo la triennale; inoltre, tutti gli studenti lavorano nello stesso ambito della laurea: il 70% dichiara di sfruttare il suo sapere in misura elevata, il 30% in misura ridotta. Più alti anche i guadagni: AlmaLaurea stima una media mensile di oltre 1100 euro.

In campo economico-statistico, il 30% dei laureati trova lavoro ad un anno dalla triennale ed il 20% utilizza appieno il suo titolo di studio.
Bene anche i laureati in scienze giuridiche: il 42,3% comincia a lavorare dopo il conseguimento della triennale anche se poco più della metà, il 26,9%, sfrutta appieno il titolo acquisito. Non esattamente incoraggianti sono i dati nel settore letterario: sebbene il 58,8% degli intervistati cominci a lavorare dopo l’acquisizione della laurea di primo livello, ben il 52,9% dichiara di non utilizzare per niente le capacità acquisite con il titolo di studio ed il 47,1% degli intervistati occupa una posizione lavorativa in cui la laurea non è né richiesta né utile.

Insomma, un quadro né troppo catastrofico né eccessivamente confortante che conferma un trend di un mercato che privilegia i saperi di tipo tecnico-scientifico ai titoli acquisiti in ambito letterario.
 

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