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| E-learning made in Italy. Aumentano le iscrizioni alle università telematiche |
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| Attualità |
| Martedì 20 Ottobre 2009 |
Nonostante il ritardo rispetto agli universitari degli Stati Uniti, del Regno Unito e della Spagna, anche gli studenti italiani rivelano la propria passione per l’apprendimento in modalità e-learningFonte: La Stampa A renderlo noto è l’università telematica Unisu Niccolò Cusano che, in questi mesi, sta registrando un notevole incremento delle iscrizioni ai propri corsi di laurea a distanza. A richiedere l’iscrizione all’università online sono soprattutto gli studenti lavoratori in età adulta e i giovani che hanno dimestichezza con le nuove tecnologie. “Coloro che sono costretti a dividersi tra attività lavorativa e di studio ritengono che l’università telematica sia la soluzione migliore per ottimizzare al massimo i tempi e per evitare inutili spostamenti. Poi ci sono i ragazzi appena usciti dal liceo che trovano affascinante e più produttivo l’apprendimento via internet. Ma con la crisi sono stati soprattutto gli studenti lavoratori ad aumentare: molti universitari non possono permettersi di dedicare tempo soltanto allo studio” precisa Bandecchi. Il ritardo della diffusione dell’e-learning in Italia, rispetto agli altri Paesi, viene spiegata in questo modo dallo staff dell’Unisu: “Nel nostro Paese è molto radicata la tradizione della lezione teorica da svolgersi in aula e inoltre c’è spesso poca dimestichezza con l’utilizzo dei nuovi media. Ma la situazione, grazie alla ricettività degli studenti sta cambiando”. Ad interessare gli universitari sono soprattutto i corsi di laurea a distanza in Economia e Giurisprudenza. “La Facoltà di Economia viene scelta soprattutto da coloro che ricercano maggiori certezze nel mercato del lavoro, mentre la Facoltà di Giurisprudenza, un tempo preferita maggiormente dalle studentesse, oggi attrae anche un pubblico maschile”. I dubbi di coloro che aspirano a laurearsi in modalità e-learning riguardano l’interazione e il rapporto con i docenti e gli altri studenti. “La formazione a distanza non significa obbligatoriamente isolamento. Spesso, infatti, è più facile interagire tramite forum, chat ed e-mail con il docente e con i colleghi piuttosto che in un’aula affollata. E’ importante puntare su questi strumenti per incentivare l’utilizzo dell’e-learning, oltre che sulla realizzazione di lezioni in videoconferenza in cui lo studente possa intervenire in diretta” conclude Bandecchi. |
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Nonostante il ritardo rispetto agli universitari degli Stati Uniti, del Regno Unito e della Spagna, anche gli studenti italiani rivelano la propria passione per l’apprendimento in modalità e-learning







