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| Cina, case virtuali e ragazze reali. Così si cerca l'anima gemella |
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| Attualità |
| Martedì 20 Ottobre 2009 08:42 |
Grande successo per il sito iPartment, a metà fra social network e community. Le giovani mettono su un appartamento nel quale accogliere il principe azzurro. La speranza è che l'eventuale idillio si trasferisca nella vita veraFonte: la Repubblica di Benedetta Perilli Case virtuali abitate da donne virtuali che attendono sulla soglia uomini reali da sposare. Succede in Cina dove impazza iPartment, un gioco a metà tra social network e community diventato talmente popolare da sostuire le normali tecniche di flirting. Se prima le giovani cinesi conoscevano i loro fidanzati tra i banchi di scuola ora li attendono direttamente su iPartment, nome inglese utilizzato per tradurre quello che in cinese suonerebbe meglio come "appartamento dell'amore". In mezzo milione popolano il sito nato a Taiwan nel 2003, il 60% degli iscritti è formato da donne, quasi tutte studentesse e universitarie ma aumenta anche il numero di over 30, per lo più impiegate. Cosa fanno? Riempiono con gli arredi pù moderni l'appartamento vuoto che viene consegnato loro al momento dell'iscrizione, cercano di abbigliare, truccare e pettinare al meglio il loro avatar - graziosissime signorine minute che sorridono senza tregua - e si dotano di adorabili cani virtuali che non fanno mai i bisogni. Il tutto per cercare di portare all'interno dell'appartamento la preda più difficile, quello che con nessuna moneta, reale o virtuale, si può comprare: l'amore. Un amore un po' diverso però da quello del principe azzurro che arriva a cavallo. Su iPartment il sentimento si misura, ad esempio, ad acqua. Quella che l'avatar convivente dà alla pianta virtuale dell'appartamento. "Ai ragazzi piacciono le ragazze. Alle ragazze piace iPartment": la formula è semplice e a sintetizzarla ci pensa, sul sito di approfondimento di cultura cinese Little Red Book, la 23enne Gao Yi. La studentessa dell'università di Shanghai spiega: "Nel mondo reale non riesco a trovare il mio partner ideale e allora mi affido al web". Ora Gao ha un fidanzato virtuale ma, pur dividendo lo stesso appartamento da più di due mesi, ancora non si sono conosciuti di persona. Insieme hanno scelto i mobili, accudito i loro due cani e vissuto il loro amore. "Se la relazione con il mio fidanzato virtuale dovesse diventare più profonda - spiega - allora mi piacerebbe incontrarlo anche nella vita reale". C'è anche chi azzarda delle letture sociologiche del fenomeno: la diffusione del gioco tra universitari e impiegati rifletterebbe l'esigenza di queste categorie di smettere di condividere appartamenti con altri ragazzi o lavoratori e comprare una casa nella quale vivere con la propria metà. Insomma, se i tempi sono precari, la coabitazione cresce e gli affitti sono sempre più alti, che male c'è ad arredare con gusto una casa virtuale? iPartment è la proiezione delle preoccupazioni più comuni tra le nuove generazioni: casa e amore. E sul sito tutti e due arrivano gratis, senza fatica e senza allontanarsi dalla scrivania. Un sogno, sì, e non solo per gli iscritti. Il business di iPartment sembra fare gola a importanti brand internazionali e l'80% delle entrate della società taiwanese che gestisce il sito viene dalla pubblicità: da Dior a Nivea, da L'Oreal a Lancôme, tutti cercano di apparire con banner, giochi o promozioni (Starbucks e Nescafé hanno già aperto i loro bar). Il restante 20% viene fornito dai micropagamenti (l'acquisto di abbigliamento per il proprio avatar o di arredi speciali per la casa) e dalle iscrizioin Vip che permettono di accedere a beni di lusso e offerte. Il modello del gioco è simile a quello di due fortunate applicazioni di Facebook, Pet Society e Farmville. Nel primo, gli utenti allevano un animaletto tra casa, bar e attività sportive, nel secondo invece si trasformano in contadini e coltivano il loro orticello. Partner, case, animali domestici e un pezzo di terra dove piantare pomodori e insalata. Chi vuole, può fare online le prove generali della vita. In Cina lo fanno. E qualcuna, dicono, un marito l'ha pure trovato. |
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