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Università, Napolitano: «Ricerca senza mezzi, allarme debito pubblico» PDF Stampa E-mail
Attualità
Martedì 13 Ottobre 2009 09:46
protestaProtesta contro i tagli all'ateneo romano: sospesi a 10 metri d'altezza precari e studenti al grido di «No al lodo Gelmini»

Fonte: Il Messaggero

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ospite al Rettorato della Sapienza per celebrare la giornata Sapienza Ricerca si dice preoccupato per la carenza di fondi per la ricerca.

Protesta contro i tagli: un precario della facoltà di Fisica e una studentessa di Filosofia si sono calati dal tetto della facoltà di Lettere. «La ricerca è in bilico, non tagliate la corda» c'era scritto sullo striscione dei Precari e studenti de La Sapienza. La protesta è proseguita in silenzio nell'aula magna. Nel momento in cui il presidente Napolitano prendeva la parola i manifestanti hanno alzato piccoli cartelli con la scritta "Lodo Gelmini, oggi Sapienza domani ignoranza". Gli addetti alla sicurezza si sono avvicinati ai giovani e in alcuni casi hanno strappato i cartelli. «Protestiamo contro i tagli alla ricerca e alla didattica che stanno avvenendo alla Sapienza», hanno detto in seguito i giovani ai giornalisti.

Napolitano: superare ritardi e meschenità. Nel finanziamento della ricerca scientifica c'è «un ritardo serio da colmare» e ci sono da superare «incomprensioni e anche meschinità che portano a misurare in modo troppo ristretto le possibili ricadute delle scoperte sullo sviluppo del Paese» ha detto Giorgio Napolitano.

Il «ritardo» è ultra decennale e «quindi attraversa diverse stagioni politiche e diversi governo» e riguarda innanzitutto il finanziamento pubblico che dovrebbe essere «adeguato» e subito dopo quello privato che, anch'esso non risulta a livello con ciò che avviene in latri paesi.

Quanto alle «incomprensioni e meschinità», Napolitano ha detto che i risultati vanno misurati in senso più ampio considerando «anche gli effetti sullo sviluppo umano » di alcune scoperte sulla salute, ad esempio.

Napolitano ha lanciato l'allarme sul debito pubblico. Intervenire nella spesa pubblica, riportando sotto controllo il debito ormai intollerabile ma al tempo stesso modificando l'ordine delle voci e delle priorità. È questa l'analisi della situazione economica e finanziaria del nostro Paese che il presidente della Repubblica. Il Capo dello Stato indica che «il volume della spesa pubblica ha largamente ecceduto i limiti di un indebitamento normale e tollerabile». Per Napolitano, «la spesa pubblica deve essere senza dubbio ricondotta sotto controllo».

Rettore: se non arrivano fondi chiederò commissariamento. «Da una ventina d'anni registriamo un trend negativo per i finanziamenti alla ricerca. Ora sono stati stanziati 450 milioni di euro, ma se i fondi non arriveranno chiederemo il commissariamento amministrativo dell'ateneo». È quanto avverte il rettore Luigi Frati. Il rettore anticipa anche che «i presidi e i direttori dei dipartimenti saranno legati a precisi obiettivi e verranno rimossi se questi obiettivi non saranno raggiunti. La nostra Univesità intende rovesciare consolidati paradigmi, rendendo protagonisti gli studenti e i giovani ricercatori ed esonerando dal pagamento delle tasse i più bravi».
 

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