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Saviano, lezione anti-camorra, lo scrittore: "Grazie agli studenti dell´Onda" PDF Stampa E-mail
Attualità
Mercoledì 17 Dicembre 2008
gomorra«Grazie all´Onda che mi ha portato fin qui. Ed è stata davvero un´onda perché non incontro mai tanta gente. È bellissimo però vedere i vostri visi e sono contento di stare con voi»

Fonte: La Repubblica
di Anna Maria Liguori

Roberto Saviano, dopo la proiezione del film Gomorra tratto dal suo libro, è accolto con un´ovazione dalla platea di studenti, oltre 600, stipati nell´aula magna della facoltà di Lettere e filosofia di Roma Tre. È stato invitato direttamente da loro e ha accettato dopo una fitta corrispondenza di e-mail. Saviano è emozionato e non fa niente per nasconderlo: «Stasera mi va di raccontare una storia fatta con le immagini. Sono quelle che riguardano la guerra che si combatte quotidianamente nel mio territorio che ha fatto negli ultimi decenni quattromila morti molti di più del fondamentalismo islamico».

Le foto cominciano a scorrere sullo schermo, immagini terribili di morti ammazzati, sequenze impressionanti della lotta tra i clan in Campania. «Tutti i capi hanno meno di 35 anni - racconta - la criminalità organizzata in Italia fattura 100 miliardi di euro. Per capirne la portata, basti pensare che la Fiat Mondo ne fattura 50». E nelle foto che mostra molto spesso ci sono come testimoni dei ragazzini in prima fila: «Si può dire che questa sia una sorta di iniziazione - continua Saviano - I bambini sanno tutto di pistole e modi di morire».

Poi lo scrittore lancia un´accusa forte, anche attraverso le diapositive che riprendono i giornali locali, che fanno, secondo lui, un informazione deformata e connivente con la criminalità: «L´unica paura che hanno i camorristi è quella della parola. Non vogliono che la gente sappia troppo di loro. Preferiscono passare per criminali da strapazzo, piuttosto che da imprenditori affiliati al crimine». E ancora: «Il fatto di essere accusato dalla mia gente di diffamare la mia terra è una cosa ingiusta. Quello che emerge in ogni inchiesta è che, al di là del fatto se sei di destra o di sinistra, sei coinvolto in certe cose perché è così che funziona».

Applausi e ancora applausi quando Saviano chiede agli studenti di pretendere che «gli eletti in Parlamento, di destra o di sinistra, siano diversi da quelli che ci sono adesso». E poi ha aggiunto forse pensando alla sua situazione di persona sotto scorta: «Ho scritto Gomorra perché, come ha detto un sacerdote ucciso dalla criminalità organizzata, "non m´interessa chi è Dio ma da che parte sta", anch´io ho deciso da che parte stare». Salta da un concetto all´altro Saviano e approda poi all´attualità, il passaggio più applaudito quello sull´inchiesta che sta travolgendo la giunta del comune di Napoli: «Mi ha sempre colpito e dato fastidio una certa supponenza di una parte della classe dirigente della mia terra che vuol far credere di essere in qualche modo immune. Il mio sogno è quello di poter smettere di fare riferimento alle solite accuse alla classe dirigente. Mi preme dire che il fatto che il centrosinistra avesse nel sud Italia relazioni con l´imprenditoria criminale e il malaffare lo sappiamo da più di dieci anni. Non è casuale che le due regioni con il maggior numero di Comuni sciolti per infiltrazioni mafiose siano la Campania e la Calabria da dieci anni governate dal centrosinistra».

Quanto alla questione morale del Partito democratico Saviano si è detto «dispiaciuto che questa cosa non abbia generato una specie di crisi nella sinistra». Evidentemente d´accordo con lui sono stati gli studenti di Roma Tre, che al termine del suo intervento, di un´ora e un quarto, si sono avvicinati in massa per scambiare qualche parola, ottenere un autografo, stringergli la mano. Solo alle 21 lo scrittore ha salutato tutti e si è allontanato protetto dalla sua scorta.
 

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