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Ancora un exploit nella direzione di Kent Nagano. Reate Festival, al prossimo anno PDF Stampa E-mail
Appuntamenti
Giovedì 27 Agosto 2009 12:07
naganoIl maestro: «Rieti è ormai una capitale del Belcanto»

Fonte: Il Tempo
di Paolo Di Lorenzo

Piazza Cesare Battisti ha ospitato il gran concerto di chiusura della prima edizione del Reate Festival, la prestigiosa rassegna reatina dedicata al belcanto, al jazz e alla danza. Sugli scudi, ancora una volta, il maestro Kent Nagano. È stato un successo. Prima dell'inizio del concerto, il prefetto Silvana Riccio ha ricevuto Gianni e Maddalena Letta, il capo di gabinetto del ministero per i Beni e le Attività Culturali Salvatore Nastasi, il senatore Angelo Maria Cicolani, Camilla Morabito e Walter Galleni a Palazzo di Governo, dal cui terrazzo hanno potuto ammirare i preparativi della serata. Il sindaco Giuseppe Emili, il Sovrintendente della Fondazione Flavio Vespasiano Carlo Latini ed il vice Presidente Vicario Gianfranco Formichetti hanno accolto le altre personalità intervenute: il presidente e l'assessore alla Cultura della Provincia di Rieti, Fabio Melilli e Domenico Scacchi, il consigliere regionale Antonio Cicchetti, il presidente della Camera di Commercio di Rieti, Vincenzo Regnini, e il presidente della Fondazione Varrone, Innocenzo De Santis. A dirigere il concerto, in una Rieti che è ormai un poco casa sua, di nuovo il maestro Kent Nagano. Nei giorni scorsi, proprio il maestro e il Professor Bruno Cagli avevano dichiarato che «ora Rieti non è più solo il Centro d'Italia. Grazie agli artisti di calibro internazionale che abbiamo visto esibirsi in questa prima edizione del Reate Festival, Rieti è ormai consacrata come una delle capitali internazionali del Belcanto». Hanno aperto i toni celebrativi e trionfalistici dell'ouverture de «La clemenza di Tito», composta da Mozart nel suo anno di grazia 1791 (lo stesso de «Il flauto magico» e del «Requiem»). A unire in un solenne matrimonio poesia e Belcanto ecco la cantata detta «Giunone», composta da Gioachino Rossini su testo del poeta e letterato Angelo Maria Ricci per celebrare la nascita di Ferdinando IV. La dea protettrice dello Stato, dei popoli e della fecondità ha cantato con la voce del soprano Carmela Remigio. Oltre che dalla sfavillante pioggia di note della Tafelmusik Orchestra, la sua soave agilità vocale nell'ornamentazione e nei fraseggi è stata accompagnata dalla possente e maestosa marzialità della Corale Luca Marenzio, diretta dal maestro Martino Faggiani, i cui elementi hanno interpretato il coro dei sacerdoti e delle sacerdotesse. Un'esecuzione dal pathos avvincente la cui magia si è chiusa nel gesto autorevole della mano del maestro Kent Nagano che ha chiamato a sé la perfezione interpretativa. Impressionante la maestria del grande pianista Benedetto Lupo.
 

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