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A Firenze il maxi evento: l'Acm multimedia. Oltre 850 studiosi da tutto il mondo riuniti al Palaffari per presentare i progetti migliori
Fonte: la Repubblica di Mara Amorevoli, Laura Montanari
Il tecno rinascimento è qui, con le chiavi del futuro che ci aspetta. Una giostra delle meraviglie, computer che decifrano i nostri bisogni, ma che vorrebbero un giorno leggere anche i nostri desideri. Abiti che cambiano colore, stampanti che emanano profumi, fotografie che diventeranno parole e codici per farci trovare tutto dentro i motori di ricerca. È Acm multimedia 2010, workshop e conferenze per gli esploratori di un sapere orizzontale che ne incrocia molti altri e che fino a venerdì raccoglie a Firenze al Palaffari 850 studiosi provenienti dalle università e dai laboratori più avanzati nel mondo.
Progetti che hanno superato una dura selezione: da 1059 a 200 fra relazioni e dimostrazioni, più altri 16 lavori di tecnologia applicata ai beni culturali. "Sono tre i filoni di ricerca sui quali ci muoviamo - spiega Alberto Del Bimbo direttore del Micc, il centro di eccellenza che sviluppa studi sul multimedia e chair della conferenza con Shih-fu Chang della Columbia University - Da una parte le reti e i nuovi protocolli di comunicazione per permetterci, domani, di essere sempre collegati sostenendo enormi volumi di traffico. Poi le questioni legate a come si svilupperanno i motori di ricerca e come avverrà l'integrazione fra macchina e cervello". Cominciamo dai motori.
Da Google, a Yahoo, oggi le chiavi sono le parole: "In futuro potremmo partire dalle immagini cercando - spiega Nicu Sebe, dell'università di Trento - di classificare foto o video. Un'ipotesi è utilizzare le informazioni che gli utenti già pubblicano sui socialnetwork quando mettono i tag (cioè targano) nelle loro foto su Flickr Facebook, Youtube... ". Le immagini potrebbero ereditare informazioni anche di testo e in questo modo diventerebbero utili alla ricerca dei contenuti. Detto così sembra facile, in realtà è mostruosamente complesso: "Prendiamo una foto scattata alle bancarelle di San Lorenzo - spiega Del Bimbo - dobbiamo addestrare la macchina a riconoscere cos'è una borsetta che però ha mille forme e si trova in milioni di foto in materiali diversi".
Altro tema: il rapporto tra cervello e macchina. Attraverso sensori e cuffie ci sono già prototipi di computer (con applicazioni nell'area medica) in grado di leggere l'attività cerebrale collegata ad azioni elementari come muovere il braccio, camminare avanti o indietro e dirigere così una carrozzina. La nuova frontiera sarà saper leggere anche le emozioni, "al momento impossibile - precisa il professor Touradj Ebrahimi dell'Ecole polytechnique di Losanna - perché i soggetti reagiscono in maniera diversa (per esempio davanti a una musica), a seconda della cultura, del carattere e di altri fattori". Parametri che ci rendono diversi uno dell'altro e complicati.
Capitolo arte: qui si scardinano i canoni storici di fruizione di un'opera, cambia la grammatica. Se la Primavera di Botticelli è un'esperienza visiva, estatica, un rapporto frontale tra il capolavoro e chi lo contempla, l'opera multimediale è movimento: chi la guarda interagisce, diventa protagonista. Luca Farulli, curatore della mostra Colorito-An interactive Renaissance of colour, spiega: "Entrano in gioco tutti i sensi. Se eravamo abituati all'opera come qualcosa di immortale, ora si ribalta il concetto. Non c'è più durata e misura, concetti base della storia dell'arte per definire la bellezza, ma un fluire di mutamenti, colori, emozioni e forme senza una durata"
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