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Raffaele Paganini al Reate Festival.«Sarà una serata per gli italiani» PDF Stampa E-mail
Appuntamenti
Lunedì 23 Agosto 2010 11:25
Raffaele Paganini al Reate Festival.«Sarà una serata per gli italiani»«Nel 2009, in Piazza, Cesare Battisti per la serata “Ballando il Belcanto”, si sono registrate oltre 900 presenze. Un pubblico eterogeneo, composto da famiglie, giovani e turisti»

Fonte: Il Giornale di Rieti

Con “Bentornati italiani” si inaugura la sezione Danza del Reate Festival 2010. L’appuntamento, con il primo dei due spettacoli in programma (l’altro è “Etnika, 31 agosto, piazza Cesare Battisti), è per oggi, 23 agosto, in piazza Cesare Battisti. Ecco cosa è emerso dall’intervista al Maestro Raffaele Paganini, direttore artistico della sezione Danza.

Come nasce l'idea e il progetto della sezione Danza del Reate Festival 2010, dedicata alle eccellenze italiane?
La risposta muove da una riflessione ben precisa. Da alcuni anni la danza è l'arte che sta registrando un aumento sensibile di pubblico. L'anno scorso a Rieti in Piazza, Cesare Battisti per la serata “Ballando il Belcanto”, si sono registrate oltre 900 presenze. Un pubblico eterogeneo, composto da famiglie, giovani e turisti. Nonostante il trend sia in crescita e il pubblico dimostri grande amore per Tersicore, questa continua ad essere la musa più bistrattata sia in termini economici che di considerazione mediatica. Il risultato è che i nostri giovani talenti sono obbligati a espatriare.

Ben tornati Italiani, un titolo dal sapore campanilistico
Abbiamo idea di quanti talenti made in Italy abbiamo sparsi nelle più grandi compagnie nel mondo? Quanti giovani italiani, pur essendosi formati eccellentemente in Italia, talvolta anche in piccole scuole di provincia, dove dedizione e serietà sono state guida e stimolo per molti ragazzi, non abbiano mai avuto l'opportunità di danzare in Italia? Molti non hanno neppure una vaga idea di quali italiani in altri paesi siano acclamati come star. Sarà l'occasione per averli con noi in un Gala di stelle di prima grandezza rigorosamente italiane. L’auspicio è che nella nostra nazione la cultura sia sempre più uno strumento di socializzazione e promozione del Paese e dei nostri talenti.

L’evento vuol essere anche un omaggio all’identità.
Sì, perché in un mondo dove tempi e distanze hanno assunto nuove dinamiche e dove l’artista, per sua vocazione, è cittadino del mondo, è importante recuperare un patrimonio culturale fatto di luoghi, storia, tradizioni, sapori, colori che hanno determinato ciò che siamo oggi.

Uno spettacolo a cui lei tiene in modo particolare…
Questo è lo spettacolo per me più importante, quello che mi ha regalato più soddisfazione perché mi ha riportato indietro nel tempo, quando ero ragazzo ed anch’io facevo parte di uno degli attuali “Bentornati Italiani”. In quel lontano passato mi avrebbe fatto molto piacere se, quando mi trovavo in Inghilterra, negli Stati Uniti o in Russia, qualcuno mi avesse invitato ad una qualsiasi iniziativa pensata ad hoc per noi italiani sparsi all’estero

Non solo un benvenuto ma anche un grazie agli artisti italiani
Sarà una serata per gli italiani che si sono distinti all’estero e che rientrano nel Belpaese per un saluto ma al tempo stesso per ottenere un ringraziamento per aver portato la danza italiana all’estero. Era mio esplicito desiderio fare qualcosa per loro.

Quale sarà il livello tecnico dello spettacolo?
Ho chiesto ad ognuno dei ragazzi di esibirsi con i brani per loro più significativi. Dunque il livello sarà variegatissimo: spazierà dalla danza contemporanea a quella moderna, passando per quella classica, con un unico denominatore comune: il sentimento italiano.

Come avete intercettato gli artisti di “Bentornati Italiani”?
I ballerini sono come tanti piccoli pianeti sparsi nel mondo ed il raccordo è sempre quello della danza. Ogni volta che ho inoltrato la richiesta mi sono sentito rispondere: “sì, maestro, con molto piacere, per me è un onore.
 

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